Itinerario per un week end in Abruzzo: trabocchi, buon pesce e abbazie

Questo itinerario per un week end in Abruzzo tra trabocchi, buon pesce e abbazie mi è venuto in mente dopo una chiacchierata con la mia amica Laura a Roma la scorsa domenica. Mi diceva che sognava da sempre di visitare la terra dei trabocchi e ho colto l’occasione per preparare questo articolo! Spero possa essere utile a lei e a tutti i futuri lettori!

Tutti conosciamo l’Abruzzo come una splendida regione montuosa e “montanara”: parchi nazionali, laghi, grotte e ghiacciai la popolano. Ma è anche ricca da un punto di vista marittimo! Non ci crederete, ma lungo la costa si alternano i più vari e straordinari paesaggi ed il litorale della provincia di Chieti è dei più affascinanti!

Percorrendo la SS 16 il panorama parla da solo. Da Ortona, scendendo lungo il mare verso San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Casalbordino, Vasto, si giunge a San Salvo: questa è la “Costa dei Trabocchi“!

Ma cosa sono i trabocchi?

I trabocchi

Il trabocco nasce originalmente come costruzione marinara. Anticamente utilizzata come macchina da pesca, agli occhi sembra una palafitta avvolta da corde, cavi, assi e reti. Effettivamente, il poeta abruzzese D’Annunzio li rinominò “ragni colossali“, per via dell’accumulo di fili e pali che si intrecciano tra loro! La struttura interamente di legno viene sorretta da pilastri immersi nel mare o fissati sugli scogli ed è collegata alla terra ferma con dei pontili sconnessi.

Non si sa con precisione quando siano nati, ma la loro costruzione risale a documenti dell’VIII secolo d.C.. All’epoca, i contadini avevano bisogno di mezzi alternativi per aumentare le provviste visto lo scarso raccolto annuo. Si sono avvicinati alla costa e con un pizzico d’ingegno hanno inventato i trabocchi! Agricoltori che inventano un modo di pescare, che paradosso! Però, astutamente, questi “traboccanti” attraverso carrucole e funi facevano immergere le reti per pescare e così sono andati avanti per molti secoli!

Trabocco San Vito Chietino

Trabocco San Vito Chietino

I trabocchi si trovano lungo tutta la costa abruzzese e il fascino è garantito! Il primo primissimo trabocco è proprio a Martinsicuro, nella prima città del nord dell’Abruzzo, ed è meta di molti reportage di matrimonio. Molti turisti, perfino stranieri, scelgono di trascorrere dei giorni a visitare queste imponenti costruzioni marittime e la meraviglia è inevitabile! Alla fine, si trovano solo sulla costa adriatica del Centro e Sud Italia!

Probabilmente penserai che non siano molto stabili, eh? Nonostante l’apparenza, però, oggigiorno il trabocco è diventato ristorante, pub, luogo per aperitivi e concerti! In effetti, dopo un lungo periodo di letargo, l’attenzione verso i trabocchi si è risvegliata! La Regione Abruzzo nel 1994 promuove il loro recupero, considerandoli importante patrimonio culturale e ambientale, nonché opere d’arte da trasmettere ai posteri e li riporta alla luce!

Itinerario tra i trabocchi

L’itinerario che consiglio di seguire è quello che mi sono ritrovata a fare più volte negli ultimi anni. Lungo la SS 16 fare tappa ad Ortona e poi proseguire fino a San Vito Chietino e Fossacesia.

Prima tappa: Ortona. Qui una passeggiata al Castello Aragonese con ingresso gratuito è un lusso. Potrai godere del panorama sul mare e sulla storia che rappresenta. Perché non fermarsi poi per un cocktail rinfrescante a Lido Riccio o Lido dei Saraceni?

San Vito e Fossacesia sono due paesini molto piccoli che si estendono per un massimo di 10 km. L’aria che si respira è tra le più affascinanti! L’autenticità abruzzese che s’incontra con l’infinito del mare, una poesia con i trabocchi che si scorgono all’orizzonte!

San Vito Chietino

Rinominato da D’Annunzio “il paese delle ginestre”, San Vito Chietino è un borghetto sul mare delizioso.

San Vito Chietino visto dal Trabocco

San Vito Chietino visto dal Trabocco

Di trabocchi qui ne trovi tre, imponenti e fieri: Trabocco Nicola Verì, Trabocco Punta del Porto, Trabocco Punta Fornace ed altri. Il Trabocco Valle Grotte ha una storia commovente e propone un menù niente male!

Altri invece si lasciano portar via dalle tempeste e dal mare, come il povero Trabocco Turchino.

Mangiare a San Vito nel week end è una vera impresa. Motociclisti, famiglie e gruppi di amici si ammassano lungo Via Frentana, ma ne vale la pena. Ci sono rosticcerie, tavole calde e mini ristoranti spartani che offrono economicissimi menù di carne e di pesce e la qualità è garantita.

Fossacesia

Il Golfo di Venere è protagonista principale nel panorama di Fossacesia, mentre l’Abbazia di San Giovanni in Venere gli fa da guardia sulla collina. Ma guardando con attenzione, anche qui, si scoprono dei bei trabocchi: Trabocco Punta Cavalluccio, Trabocco Pesce Palombo, Trabocco Punta Punciosa.

Trabocco Fossacesia con mare azzurro e scogli

Trabocco Fossacesia

Se muori dalla voglia di mangiare su qualche trabocco e non sai dove andare, clicca qui!

A questo punto, dopo aver trascorso ore e ore al mare, rinfrescarsi in collina è d’obbligo. La meta è la stupenda Abbazia di San Giovanni in Venere.

L’Abbazia di San Giovanni in Venere

Chiamata “in Venere” perché costruita su un tempio dedicato alla dea Venere, l’Abbazia risale al VI-VII secolo e venne costruita da monaci benedettini. Qui vince l’elegante semplicità dell’architettura romanica. È composta da re maestose navate e il presiberio in posizione dominante. La cripta e dei resti del tempio pagano sottostanti creano un livello superiore. Marmo bianco e mattoni colorano la struttura insieme ad altorilievi e materiali antichi di recupero.

Abbazia di San Giovanni in Venere lato sud

Abbazia di San Giovanni in Venere lato sud

Per rendere il tutto più suggestivo, l’Abate Oderisio II ha pensato bene di costruire un chiostro nel 1200. Si estende su tre lati con trifore in marmo e abaco a stampella: si contano ben 68 colonnine con capitelli diversi l’uno dagli altri. Il tutto sullo sfondo di un bel giardino curato nei minimi dettagli.

Chiostro dell'Abbazia di San Giovanni in Venere al tramonto

Chiostro dell’Abbazia di San Giovanni in Venere

Qui, ti consiglio di arrivarci prima del tramonto. Potrai goderti il paesaggio, visitare l’Abbazia, stenderti un po’ sul prato adiacente, sulle scale o sul muro davanti all’entrata. Poi, quando il sole inizia a calare, entra nel chiostro. Ammira i colori delle trifore nel chiostro accarezzate dal tramonto e l’oro dei raggi del sole che tocca i secolari cipressi.

La pace, la quiete, la bellezza che ho visto in questo chiostro sono tra le più raffinate.

Dove dormire

A mio malincuore, non mi è mai capitato di dormire in queste zone, abitando molto vicina. Quello che farei, se fossi una turista, e magari un giorno lo farò, è di dormire in una di quelle villette a schiera fronte mare.

Di soluzioni per pernottare ce ne sono moltissime e svariate! Hotel, guest house, B&B… sta solo a te scegliere dove, come quando e a quanto!

Comments (4)

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    Laura

    Grazie Donatella sperimenterò personalmente l’itinerario per capirne i tempi e i ritmi ora intanto me lo guardo su google map. Entro fine agosto passerò senz’altro e vi chiamo. Un abbraccio e a presto Laura

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      Dona

      Grazie a te di esser passata 🙂 ci vediamo e sentiamo presto! Un abbraccio!

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    Viorica Rusu

    Qualche consiglio su come meglio scoprire, camminate, Moto o macchina?
    Grazie mille

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      Dona

      Ciao! Grazie di essere passata! Sono sicura che negli infopoint delle città ci saranno degli opuscoli informativi, ma ti consiglio di dare uno sguardo a siti come Mountain Evolution, Majexperience, Highers Gransasso e tutte le varie associazioni che propongono numerosissimi tour sia a piedi che in bici che in moto! Per le camminate, se intendi sentieri ed escursioni, ti consiglio di scegliere percorsi semplici, che puoi anche scoprire sui siti dei parchi nazionali del Gran Sasso e dei Monti della Laga e della Majella. In macchina io adoro il tratto campestre che si percorre da Bussi all’Aquila, è una sorta di Route 66 abruzzese 🙂
      Spero di averti aiutata abbastanza! Per qualsiasi cosa, scrivimi anche in mail!

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