Com’è vivere all’Aquila?

Da quando mi sono trasferita all’Aquila, questa è una domanda che mi viene fatta continuamente:

Come si vive all’Aquila?

E poi quella fatidica…

Non hai paura del terremoto?

Allora, patti chiari, amicizia lunga. I terremoti sono eventi naturali incontrollabili dall’uomo come la pioggia, il sole, la neve. A chi si trasferisce a Londra, chiederesti per caso: “Non hai paura della pioggia?” o a chi sceglie di andare in Svezia: “Non hai paura della neve?“. Chi vive in Costa Rica, dovrebbe aver paura del sole?

Dopo tutta questa neve arrivata in anticipo, rispondo, avrei più paura del ghiaccio, che potrebbe farmi slittare le ruote dell’auto, facendomi finire fuori strada. Potrei rischiare di scivolare per strada e (facciamo le corna) rompermi qualcosa! Insomma, la vita è imprevedibile, può succedere di tutto e in qualsiasi momento.

Ma, quindi, com’è vivere all’Aquila, veramente?

Non avrei mai pensato di ritrovarmi a vivere qui, all’Aquila. Avevo immaginato New York, Dublino, Siviglia, Malaga, perfino l’Australia! E poi Napoli, Firenze, ma L’Aquila non l’avevo messa in conto. È stato un sorprendente cambio di programma della mia vita, che sto ancora metabolizzando.

Ci vuole un po’ per entrare nei ritmi aquilani.

Si deve prendere l’auto o il bus praticamente per tutto e ci sono forse 4 strade in totale che collegano tutta la città. Presto inizi a capire dove troverai traffico e dove no.

Ho percepito che non si stringono rapporti molto facilmente né velocemente. C’è una specie di rispetto della vita e del tempo degli altri, che rallenta molto la vita sociale per come la conosco io. Forse, però, a San Benedetto era tutto molto più veloce, perché futile. D’altra parte, però, quando ci si incontra in giro, si crea quel qualcosa che scatena una gioia mai vista e ci si va a prendere un caffè o una tazza insieme.

L’Aquila per me è un universo di contrasti, fin da quando mi sveglio la mattina.

Vivere all’Aquila è così: è vivere di contrasti.

Da quattro mesi a questa parte ho scoperto tanto, ho ascoltato tanti racconti, conosciuto tante persone ed ognuna di queste singole cose aveva un aspetto unico. Un qualche lato ferito e qualche altro sorridente.

A dicembre ci può essere un sole straordinario e la temperatura segna -4°.

D’inverno alle 5 e mezza di pomeriggio è ancora giorno e le giornate sembrano non finire mai!

Le persone sembrano chiuse a primo impatto, ma subito diventano straordinarie compagne d’avventura.

Il centro storico sembra vuoto, ma è solo perché è l’ora di pranzo o di cena. Ci sono sempre tante persone che passeggiano.

Sembrano tutti lavoratori accaniti, ma poi tutti sono a contatto in qualche modo con la natura, che ci circonda.

Un piccolo bar, insignificante magari agli occhi di un passante, riapre e la città è tutta in festa!

Tutti hanno perso qualcosa 10 anni fa, ma nessuno dimentica.

 

Per ora mi piace vivere qui e sono certa che scoprirò altri mille contrasti!

 

Fatemi sapere le vostre opinioni qui sotto nei commenti 🙂

#jamolaquila

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